RAPALLO- La terza tappa del 94° Giro d'Italia, quella da Reggio Emilia a Rapallo, rimarrà nella mente di tutti gli appassionati sportivi per molto tempo. Purtroppo non per imprese sportive epiche, delle quali ci sarebbe piaciuto poter raccontare, ma purtroppo la notizia principale è la tragica fine del ciclista venticinquenne Wouter Weylandt. L'atleta belga, è deceduto a causa di un trauma cranico procuratosi a causa di una caduta spaventosa durante un tratto in discesa, quando mancavano 25 Km al traguardo: la velocità era molto sostenuta e secondo molti corridori, il giovane ciclista è sbattuto con un pedale contro un muretto ed ha perso l'equilibrio, battendo pesantemente la testa sull'asfalto. Immediatamente ci si è resi conto della gravità della situazione; i soccorsi sono stati immediati, anche con l'invio di un elicottero del 118 da Genova. Ma le condizioni del ciclista sono subito apparse critiche e dopo una mezz'ora di lotta, con tentativi di rianimazione da parte dei soccorritori, non è restato altro che constatare il decesso del belga. Il ciclista, professionista dal 2005, aveva vinto lo scorso anno anche una tappa in volata al Giro d'Italia, una corsa da lui sempre molto amata. Faceva parte del Team Leopard; i suoi compagni sono stati visti distrutti dal dolore appena avuta la tragica notizia. Una pagina di sport che purtroppo nessuno sperava potesse andare in questa maniera.
A RAPALLO VINCE VICIOSO- Per la cronaca la terza tappa è stata vinta in volata da Vicioso, che ha regolato altri tre fuggitivi scappati via dal gruppo nella salita finale prima di Rapallo, "della Madonna delle Grazie". La nuova Maglia Rosa è David Millar, che l'ha strappata a Cavendish. Ma purtroppo, quella che doveva essere la Festa del Giro, si è trasformata in una tragica e triste giornata per lo sport.
Voglio ricordare Weylandt, inserendo come immagine il suo successo lo scorso anno al Giro d'Italia,corsa che nemmeno un anno dopo, gli è costata purtroppo la giovane vita.
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