
Il Barcellona raggiunge la finale di Champions League, che si giocherà a Wembley (Londra) il prossimo 28 Maggio. I catalani hanno eliminato in semifinale i rivali del Real Madrid, grazie ad un punteggio complessivo di 3-1 (2-0 a Madrid e 1-1 il ritorno al Camp Nou), ed attendono ora la vincente della sfida tra Manchester United e Shalke 04, con i primi in vantaggio 2-0 e papabili per la finale. Potrebbe quindi riviversi la rivincita della finale di Roma 2009, quando il Barcellona vinse la coppa contro lo United 2-0, con reti di Eto'o e Messi.
I NUMERI DEL BARCA- Il Barcellona è una macchina perfetta, troppo forte per qualsiasi squadra in questo momento. Una compattezza di squadra strepitosa, grande capacità di palleggio e in fase di non possesso, pressing altissimo per recuperare immediatamente la palla. Per battere tale corazzata, c'è bisogno di una squadra capace di correre e pressare i catalani dal 1' al 90', cosa quasi impossibile, perchè reggere il ritmo di Messi e compagni è durissima. La forza dei blaugrana sta anche quando ci sono difese schierate, ben disposte: lo dimostra il goal dell'1-0 di ieri sera contro il Real, quando solo tre giocatori, contro una difesa di sei elementi, sono riusciti ad andare in rete con tre passaggi. La bellezza del gioco dei catalani è entusiasmante: possesso palla, tocchi di prima e veloci per disorientare l'avversario e gioco corale, con anche i difensori, oltre che ottimi in fase difensiva, sono bravissimi ad impostare azioni offensive e dar palla a chi deve finalizzare l'azione. Per qualsiasi avversario sarebbe difficile affrontare tale squadra, che al momento non ha rivali al mondo. Da segnalare il lieto fine della vicenda Abidal: il terzino francese operato di tumore ai polmoni un mese e mezzo fa, anche se per due minuti, è tornato in campo. Queste sono notizie e storie bellissime da raccontare, che vanno al di la di tutto.
IL BUON LAVORO DI MOU- Comunque vanno fatti i complimenti al Real di Mourinho e al buon lavoro del portoghese. Analizziamo i cinque "classicos" giocati: il primo al Camp Nou la manita, poi ritorno in campionato 1-1, con modulo difensivo, lo stesso usato per la Finale di Coppa del Rey, vinta dal Madrid 1-0. E poi lo 0-2 e '1-1 in Champions. Cosa si può dire: ad inizio stagione con una squadra in fase di allestimento, la differenza con i catalani era enorme, visto il 5-0. Poi con il lavoro,l'assemblamento del gruppo, lo studio dell'avversario, il Real ha saputo cucire nettamente il margine con i rivali, tanto da vincersi anche la Coppa del Rey. Va detto, a livello di singoli, il Real è addirittura superiore al Barça, ma l'organizzazione di gioco, la coralità e la compattezza di gruppo, sono tutte in favore ai catalani. Il Barcellona inizia azioni palla al piede dal portiere, in difesa, i difensori anche se pressati, non spazzano quasi mai via la palla, ma cercano il centrocampista libero. Invece il Real, quando doveva partire dalle retrovie, cerca sempre il lancio lungo. Va detto, col tempo, Mourinho probabilmente riuscirà ad avere la meglio. Già riportare in semifinale di Champions i "blancos" dopo otto anni (ricorderete la semifinale del 2003 contro una grandissima Juventus di un super Nedved) è un grande traguardo ed uscire contro chi è "semplicemente" più forte ci sta. Un commento alla fine sull'atteggiamento post partita usato da Mourinho e vice, Karanka, e da tutti i giocatori del Real: atteggiamento che non va bene, prendersela con l'arbitraggio e dire che ha condizionato l'esito della doppia sfida è inammissibile. Solo in due (Xabi Alonso e Arbeloa) hanno fatto i complimenti ai rivali più forti. Certo, alcune decisioni dubbie ci sono state, ma da qui a dire che l'arbitro ha falsato l'esito delle semifinali è troppo. Complimenti al Barcellona che arriva alla seconda finale in tre anni, la settima nella sua celeberrima storia.
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