
A Barcellona, nel teatro del Palau Sant Jordi, il Montepaschi Siena non riesce a qualificarsi per la finale. Gli sbarra la strada il Panathinaikos di Zelimir Obradovic, che va a caccia del sesto titolo europeo. Il punteggio finale è di 77-69. Nel primo tempo, Siena trova 10 rimbalzi in più rispetto ai greci (tutti quelli in attacco, praticamente). Nel secondo, è pesantissima la statistica del tiro da due per gli uomini di Simone Pianigiani: 5/21. Da parte greca, sono i greci a decidere la partita: Fotsis con 17 punti, Calathes con 16 punti, e Diamantidis con giocate importantissime benché non siano relazionate alla voce “punti”. 14 punti per Mike Batiste, una specie di greco di adozione. Siena rimane tradita da McCalebb e Hairston, con Marko Jaric che rimane nullo per tutti i 14 minuti in cui è in campo, all’esatto opposto della serie di quarti di finale contro l’Olympiakos. Nell’altra semifinale, il Maccabi Tel Aviv ha superato nettamente il Real Madrid per 82-63.
PANATHINAIKOS 77-69 MONTEPASCHI SIENA
PRIMO QUARTO
Nei primi tre minuti e mezzo, a ogni colpo segnato da Siena risponde il PAO, benché vi siano diversi momenti di alta confusione. Il Montepaschi trova il +5 con Lavrinovic (che segna, assieme a Rakovic, 11 dei primi 15 punti senesi) dopo quasi 6 minuti. Il risultato rimane comunque nei binari dell’equilibrio, col Pnathinaikos che ha la possibilità di andare avanti a fine quarto, ma la tripla di Diamantidis è annullata perché Batiste gli aggiusta il canestro. Sulla rimessa per Siena, Zisis segna da sei metri il 17-21.
SECONDO QUARTO
I primi minuti sono pieni di errori, con tre canestri di Siena dalla lunetta e un’unica tripla di Nicholas in due minuti e mezzo. Sato, nel mezzo, pensa di dare una gomitata a Carraretto, prendendosi un antisportivo che il Montepaschi non sfrutta facendo un solo punto, con Zisis dalla lunetta. A metà periodo, Rakovic si ritrova con tre falli, cosa che non impedisce a Siena di prendere una marea di rimbalzi in più rispetto ai greci. Gli uomini di Pianigiani non sfruttano però questa superiorità, così il Panathinaikos piazza un 8-0 che lo manda per la prima volta avanti. Il nervosismo della formazione senese si fa pesante, e ne approfittano i greci che utilizzano Diamantidis, Fotsis e Mike Batiste per chiudere il primo tempo sul +4 (40-36).
TERZO QUARTO
Al rientro dagli spogliatoi, si procede in maniera anche peggiore dei primi 20 minuti, con due soli canestri in cinque minuti e 40 secondi. Chi ricomincia a segnare è il Panathinaikos, che sale sul 49-38. Siena ha tantissimi problemi in attacco e anche nei falli, con Rakovic che se ne ritrova 4 sul groppone a 2’50″ dalla fine del periodo, andando a far compagnia a Lavrinovic e Moss. Un 2/2 di McCalebb ferma l’assenza di punti senese, ma Fotsis da tre segna il 52-40. Moss e Hairston cercano ancora di limitare i danni con uno 0-5 di parziale, però quando ne ha l’occasione, Siena non sfrutta la possibilità del -4 con McCalebb. Alla vigilia degli ultimi 10 minuti, si è sul 56-47 Panathinaikos.
QUARTO QUARTO
Le mani di Calathes e i punti di Diamantidis, importanti quando servono, tengono avanti di 9 i greci, ma il Montepaschi non demorde e una tripla di Stonerook costringe al time out Obradovic con oltre sette minuti da giocare. Mentre Calathes trascina il PAO, per Siena, sul 66-57, c’è un pesante errore di Moss da tre punti, a cui segue immediatamente dopo il quinto fallo di Lavrinovic. Kaukenas tenta di scuotere ancora i suoi riuscendo a prendersi, sul 68-57, un gioco da quattro punti. A tre minuti dalla fine, una furiosa lotta a rimbalzo premia Perperoglou, con Mike Batiste che nell’azione piazza un canestro che sarebbe decisivo, se Rakovic non cercasse di tenere in vita il Montepaschi, che rientra fino al -5 (72-67). E’ però l’ultimo sussulto, perché i palloni decisivi sono giocati benissimo dal Panathinaikos, che chiude i giochi nelle persone di Mike Batiste, Dimitris Diamantidis e Antonis Fotsis.
MACCABI TEL AVIV 82-63 REAL MADRID
Un tempo di equilibrio, e un altro di dominio israeliano. Così si può definire l’andamento della seconda semifinale. Con cinque uomini in doppia cifra e un Chuck Eidson semplicemente impossibile da fermare, il Maccabi si guadagna l’accesso alla finale per la prima volta dopo 3 anni (2008, CSKA-Maccabi 91-77, l’ultima Eurolega vinta da Ettore Messina). Nel primo quarto, l’equilibrio si mantiene da parte gialla con Pargo e Pnini, da parte spagnola con Reyes e Tomic. Un primo allungo israeliano è causato dal duo Schortsanitis-Blutenthal (o Blu, secondo l’attuale definizione), per il 22-14. La risposta degli uomini di Lele Molin si ha per mano di Pablo Prigioni, che con due triple guida il controparziale di 2-10 per il 24 pari. L’equilibrio resta tale fino a fine primo tempo (32-29) per proseguire ancora lungo la prima metà del terzo periodo. Eidson, qui, decide di far partire l’inesorabile marcia che porta prima al 55-47 che si antepone agli ultimi 10 minuti, poi a un autentico massacro che porta la partita a un punto di fine quando il Real finisce sotto di 17 a sei minuti dalla fine.
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